Mezzi e strumenti per l'assistenza
all'impianto frigorifero
Luigi Nano - Centro Studi Galileo
Coordinatore del corso di riparazione dei
frigoriferi commerciali per gelati
Vedere il programma del corso di riparazione
di frigoriferi commerciali sul sito internet http://www.centrogalileo.it
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Il tecnico frigorista, sia nella sua attività
professionale, sia nel suo periodo di formazione (a tale scopo viene usata
mensilmente nei corsi del Centro Studi Galileo) deve possedere un'attrezzatura
indispensabile di base. Tale attrezzatura può essergli fornita dalle decine di
industrie presenti sul territorio nazionale, tutte collegate col Centro Studi
Galileo, delle quali vengono elencate periodicamente sulla rivista quelle che
intervengono direttamente di persona ai corsi e convegni del Centro stesso.
Tali strumenti specifici per l'assistenza al
circuito frigorifero sono:
- gruppo portatile per saldatura
ossiacetilenica o ossipropano;
- stazione di carica o vuoto con pompa bistadio;
- recuperatore per i fluidi frigorigeni;
- contenitore di olio per pompe;
- misuratore di vuoto;
- pinza amperometrica a lettura digitale;
- termometro registratore;
- termometro elettronico a 1 sonda o più
sonde;
- filtro deidratatore con tubo di servizio;
- rubinetto con dispositivo perforatore;
- analizzatore per condensatori elettrici;
- tester universale;
- cercafughe elettronico con pompa dell'aria
oppure lampada a propano;
- serie di punzoni allargatubi;
- pinza schiacciatubi;
- coppia di giunti Hansen e giunti a farfalla;
- chiave a cricco;
- tagliatubi a grandezze diverse;
- flangiatubi universali;
- tubazione flessibile;
- collettore a tre vie per misuratore di vuoto.
Tutti gli strumenti descritti devono essere di
tipo portatile, con peso ed ingombro ridotti, ma devono resistere a forti
sollecitazioni meccaniche.
Nella selezione degli attrezzi specifici (tagliatubi
- flangiatubi - raccorderia) ci si è voluti limitare a quei modelli che sono
utilizzati nella refrigerazione domestica e commerciale.
Tipo dell'intervento:
Gli interventi che saranno in seguito descritti
si dividono in:
- esterni;
- interni, senza la sostituzione del
compressore;
- interni, con la sostituzione del compressore.
Interventi esterni
Sotto questa voce sono classificati tutti
quegli interventi che non richiedono l'apertura del sistema refrigerante e che
possono quindi essere effettuati, senza grandi difficoltà, nel luogo stesso
dove è installato il sistema.
Pulizia del condensatore alettato
e del compressore
Il sistema frigorifero è sostanzialmente un
meccanismo di scambio termico. La circolazione dell'aria ambiente attraverso il
condensatore alettato ed il compressore così come la circolazione dell'aria
interna attraverso l'evaporatore ed i prodotti da refrigerare non deve essere
ostacolata.
Polvere e sporcizia che si accumulano sul
condensatore alettato e sul compressore, ghiaccio e brina che si depositano
sull'evaporatore agiscono come isolanti turbando l'equilibrio termico del
sistema con conseguenti aumenti dei consumi di energia e del livello di
rumorosità e riduzione della vita meccanica del compressore.
Riduzione della rumorosità
Il compressore e gli eventuali motoventilatori
generano vibrazioni che sono assorbite, solo in parte, rispettivamente dalle
sospensioni a molle e dagli ammortizzatori di gomma. Le vibrazioni sono
trasmesse dall'unità condensatrice al mobile (armadio, vetrina, banco) e ciò
genera rumorosità.
E' quindi importante curare il livellamento dei
punti di appoggio della base. Fonti di rumore sono pure costituite da tubi a
contatto delle strutture portanti e da sbilanciamento dei motoventilatori.
Eventuali vibrazioni armoniche possono essere smorzate con tamponi di gomma
supplementari.
In generale, un compressore che lavora con
carichi più elevati di quelli di progetto ha un funzionamento più rumoroso.
Per carico si intende la corrente assorbita durante il funzionamento e
all'avviamento. Mentre la corrente di marcia può essere misurata, con un comune
amperometro, quella di avviamento può essere rilevata soltanto da un
amperometro elettronico. Un condensatore alettato ricoperto di polvere causa
sovraccarico al compressore.
Inconvenienti della parte elettrica
Non sono infrequenti i casi di compressori
distaccati dal sistema e poi rivelatisi perfettamente efficienti. E' quindi
indispensabile verificare con grande cura tutte le apparecchiature elettriche
esterne prima di procedere alla sostituzione di un compressore. Parti e
componenti che vanno soggetti ad avaria sono:
- la linea elettrica di alimentazione, la
presa, la spina ed i conduttori;
- il termostato e la relativa linea;
- i terminali;
- il relè amperometrico di avviamento;
- il protettore termo-amperometrico (clixon);
- il condensatore elettrico (se il compressore
ne è dotato).
Ciascuna di queste parti può essere
controllata separatamente oppure temporaneamente sostituita con una equivalente
nuova.
Per una più facile verifica delle parti
elettriche e, in particolare, della continuità del compressore, consultare
"designazione dei terminali e schema dei collegamenti", che si trovano
sui cataloghi dei motocompressori.
Un compressore che non presenti avarie alle
parti elettriche interne può essere tuttavia inefficiente nella parte
meccanica.
Inconvenienti possibili, seppure vari, quali il
funzionamento in by-pass e l'inefficienza delle sospensioni, impongono la sua
sostituzione.
Interventi interni
Sono quelli che richiedono l'allacciamento del
sistema alla stazione di carica per effettuare le seguenti operazioni:
- diagnosi;
- scarico del refrigerante;
- evacuazione in depressione;
- carica.
L'allacciamento può essere effettuato soltanto
dopo l'applicazione, ai tubi di servizio, dei giunti e degli innesti ausiliari.
L'applicazione dei giunti ausiliari non è
necessaria su unità e sistemi già equipaggiati, all'origine, di rubinetti.
Qualunque intervento sul sistema deve essere
preceduto dalle seguenti operazioni:
- distacco dell'alimentazione elettrica;
- scarico del refrigerante dal sistema e
recuperato in bombola (pressione interna uguale a quella atmosferica);
- pulizia esterna dei tubi di servizio e/o dei
rubinetti.
Diagnosi dell'avaria
Un evaporatore che presenti una forte brinatura
in una zona limitata della sua superficie indica una insufficiente carica di
refrigerante. Se l'insufficienza è causata da una perdita, essa può essere
localizzata con un cercafughe e riparata.
Una totale occlusione della linea del liquido
(filtro deidratore-tubo capillare) valvola solenoide, valvola termostatica è
indicata dal funzionamento senza sosta del compressore.
Una parziale occlusione della linea del liquido
è indicata dalla formazione di brina nel punto che costituisce la strozzatura.
Queste tre disfunzioni possono essere
evidenziate dalla lettura di un manovuotometro applicato al tubo di servizio del
compressore per mezzo di un rubinetto munito di perforatore.
Presenza di aria ed insufficienza di olio
lubrificante sono indicate da una elevata temperatura di regime del compressore.
Avarie elettriche del compressore (bruciatura,
interruzione, corto circuito o perdita di isolamento dell'avvolgimento) sono
piuttosto infrequenti, dell'ordine del 3 per mille.
Ricordiamo che nessun compressore può coprire
una gamma di utilizzazione di alta e bassa temperatura così come compressori
previsti per funzionare con un certo tipo di refrigerante possono andare in
avaria se ne viene usato uno diverso. Occorre quindi verificare, specie su
installazioni che abbiano già subito interventi, che il compressore montato
corrisponda al modello previsto originariamente dal costruttore.
La stazione di carica
La stazione di carica è l'insieme dei
principali dispositivi che consentono la vuotatura (evacuazione) del sistema
frigorifero e la sua successiva ricarica.
Sono reperibili diversi modelli di stazioni di
carica che variano - fondamentalmente - nella portata della pompa (litri/min),
nel grado di vuoto raggiungibile (millitor), nella capacità del cilindro di
carica (kg), nella dotazione di strumenti di misura (con o senza misuratore di
vuoto).
La carica del cilindro si ottiene allacciando
un'estremità della tubazione flessibile al rubinetto della bombola di servizio,
l'altra estremità al rubinetto di carica della stazione.
Normalmente, la bombola di servizio deve essere
capovolta in modo che esca refrigerante liquido.
Aprire il rubinetto della bombola di servizio e
allentare, per pochi istanti, il raccordo zigrinato all'altra estremità del
tubo di carica affinchè l'aria contenuta nella tubazione venga spurgata.
Aprire il rubinetto di carica della stazione
sino al completo riempimento del cilindro.
Per spurgare l'aria eventualmente contenuta nel
cilindro e per facilitare l'entrata del refrigerante liquido, occorre premere la
valvola a spillo (valvola Schoeder) applicata sulla flangia superiore del
cilindro, previo distacco del tappo zigrinato.
Chiudere i rubinetti e recuperare la tubazione.
Applicazione di un rubinetto
al tubo di servizio del compressore
Quando il sistema non è dotato di rubinetto
sul lato bassa pressione, occorre applicare al tubo di servizio del compressore
un rubinetto munito di dispositivo perforatore, indispensabile per l'eventuale
aggiunta di refrigerante del sistema.
In questo caso verrà utilizzato il solo lato
di bassa pressione della stazione di carica, previo spurgo della tubazione
flessibile. Il manovuotometro di bassa pressione fornirà i dati necessari per
completare la carica.
Quando sia invece accertata una avaria che
imponga la sostituzione di uno dei componenti del sistema frigorifero (compressore-condensatore
alettato-evaporatore-filtro deidratatore, ecc.) il rubinetto-perforatore
applicato al tubo di servizio del compressore verrà utilizzato per recuperare
il refrigerante contenuto nel sistema, con l'apposito recuperatore. Non
scaricare il gas in atmosfera.
Effettuato lo scarico del refrigerante,
chiudere il rubinetto e distaccare la tubazione.
Odore acre e penetrante indica che il
compressore è bruciato. In questo caso non si dovrà sostituire il compressore
prima di aver provveduto ad un accurato lavaggio e deacidificazione di tutto il
sistema con R141b ad alta pressione, oppure azoto.
Queste operazioni vengono di norma eseguite
presso centri di assistenza convenientemente attrezzati.
Se il compressore non è bruciato è ora
possibile intervenire sul circuito frigorifero sostituendo, o riparando, le
parti difettose.
Per tutte le operazioni di saldobrasatura
dovranno esservi impiegate leghe ad alto contenuto di argento con relativo
disossidante, oppure leghe di rame.
Le parti in alluminio potranno essere riparate
con resine epossidiche solo quando non siano reperibili ricambi adatti.
Prima di allacciare la stazione di carica al
sistema si dovrà sostituire il filtro deidratatore con un modello a tre vie.
Per effettuare questa sostituzione è
necessario dissaldare il filtro originale, badando di non otturare l'estremità
del tubo capillare con residui di saldatura.
L'allacciamento della stazione
di carica al sistema
La connessione del giunto a farfalla sul tubo
di servizio del compressore è possibile soltanto dopo che sia stato distaccato
il rubinetto-perforatore e tagliato il tubo di servizio immediatamente a monte
del foro lasciato dal rubinetto. In qualche caso risulta conveniente saldare sul
tronchetto applicato al compressore un nuovo tubo di servizio previo distacco di
quello originale. Terminate tutte le operazioni di allacciamento, chiudere a
fondo il rubinetto di isolamento del misuratore di vuoto e quello della pompa
del vuoto, quindi mettere in leggera pressione il lato alta pressione del
sistema.
Questa leggera carica consente di effettuare
alcuni importanti controlli.
Controllo del capillare: la mancata
equilibratura delle pressioni ai due manovuotometri indica un'ostruzione nel
capillare.
Controllo della tenuta: eventuali fughe di
refrigerante dal sistema o attraverso le connessioni con la stazione di carica
potranno essere rilevate con il cercafughe.
Controllo del funzionamento del compressore:
mettendo in moto il compressore si dovrà immediatamente notare un abbassamento
di pressione sul manovuotometro di bassa ed un aumento di pressione su quello di
alta.
Evacuazione del sistema
Come è noto, la presenza di vapore acqueo nel
sistema frigorifero non consente allo stesso di funzionare correttamente.
Infatti, l'umidità combinata, con il gas refrigerante ad alta pressione e alta
temperatura forma dei composti corrosivi che danneggiano il compressore.
Inoltre, all'interno del capillare, dove la temperatura è sempre inferiore a
zero, il vapore acqueo si condensa e si trasforma in ghiaccio ostruendo il
passaggio del refrigerante.
Pertanto, è imperativo estrarre dal sistema,
prima della carica definitiva, tutto il vapore acqueo presente.
L'operazione è affidata alla pompa di alto
vuoto che, riducendo la pressione all'interno del sistema, consente alle
particelle di acqua presenti di bollire ed evaporare anche a temperatura
ambiente.
Il funzionamento della pompa si ottiene
azionando l'apposito interruttore mentre la deidratazione del sistema avverrà
gradualmente, in un tempo correlato alla portata della pompa, al grado di vuoto
che essa raggiunge, alla temperatura ambiente, al volume interno del sistema.
Il termine del ciclo di deidratazione viene
indicato dal misuratore di vuoto: con pompe monostadio occorre raggiungere circa
100 millibar, con pompe bistadio circa 50 millibar.
Il non raggiungimento di questi gradi di vuoto
può dipendere da perdite nel sistema, cattive connessioni, olio lubrificante
della pompa inquinato.
L'evacuazione si deve effettuare in due fasi:
prima fase, della durata di 15-30 minuti, attraverso il lato di bassa pressione;
seconda fase, sino al raggiungimento dei gradi di vuoto già indicati,
attraverso entrambi i lati.
Aprire il rubinetto di isolamento del
misuratore di vuoto soltanto nella seconda fase.
Per evitare trasferimento di vapori d'olio
dalla pompa al sistema, è necessario chiudere il relativo rubinetto di
intercettazione prima di arrestare la pompa.
Carica del sistema
In questa fase la pompa non è in funzione, il
relativo rubinetto di isolamento è chiuso così come quello del misuratore di
vuoto.
Occorre conoscere la quantità di refrigerante
da immettere nel sistema. Il cilindro graduato trasparente consentirà di
leggere la quantità erogata direttamente sulla scala che corrisponde al tipo di
refrigerante usato ed alla pressione indicata dal manometro in testa al
cilindro.
Il cilindro trasparente dovrà essere vuotato
sino a che la scala prescelta si sovrapponga al tubo di livello.
L'immissione di refrigerante nel sistema deve
essere effettuata esclusivamente dal lato di alta pressione.
Non appena il livello nel cilindro di carica
avrà raggiunto il peso residuo precalcolato (peso di partenza - peso della
carica = peso residuo) l'erogazione dovrà essere arrestata.
Eccedere nella carica di refrigerante è un
grave errore!
Nel caso il deflusso di refrigerante si arresti
spontaneamente prima del raggiungimento del peso residuo voluto (arresto dovuto
a equilibrio di pressione tra il sistema e il cilindro di carica), la carica
dovrà essere conclusa con il compressore in movimento, attraverso il lato di
bassa pressione, manovrando il rubinetto che regola il deflusso di refrigerante
con estrema cautela onde evitare colpi di liquido al compressore. In questa fase
il lato di bassa pressione della stazione di carica deve essere chiuso.
Controllo delle pressioni
con compressore in funzione
Durante questa fase tutti i rubinetti della
stazione di carica devono essere chiusi.
Chiuso pure il rubinetto che intercetta
l'elemento sensibile del misuratore di vuoto.
I manovuotometri sulla stazione di carica
indicheranno rispettivamente:
- quello di alta pressione, la temperatura e la
pressione di condensazione;
- quello di bassa pressione, la temperatura di
evaporazione.
I manovuotometri sono infatti provvisti di
scale indicanti la temperatura di saturazione dei refrigeranti: R12 - R22 - R502
- R134A - R404A - R507 - R407C - R410A.
Verifica della tenuta del sistema
Può essere effettuata con uno dei molti
modelli disponibili sul mercato. Noi consigliamo di dare la preferenza ai
modelli aspiranti, dotati cioè di pompa dell'aria. Questo dispositivo, che
"fiuta" l'atmosfera circostante la sonda, permette di localizzare con
precisione il punto della perdita.
Distacco degli allacciamenti tra
la stazione di carica ed il sistema
Una volta accertata l'assenza di perdite dal
sistema si dovrà procedere al distacco degli allacciamenti.
Il procedimento è il seguente: strozzare i
tubi di servizio ad una distanza di circa 20 cm. dal loro punto di partenza sul
sistema e ripetere l'operazione un centimetro a monte lasciando la pinza in
opera.
Sfilare i giunti a farfalla.
Tagliare i tubi di servizio un centimetro a
valle della prima strozzatura.
Saldare le estremità riempiendo di lega il
bicchiere formatosi con la strozzatura.
Recuperare le pinze schiacciatubi.
Controllare la tenuta delle due saldature con
il cercafughe e ripiegare quindi all'interno i due tubi di servizio.
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